Creare un'app costa indicativamente 5.000–15.000 € se è semplice, 15.000–30.000 € se è di media complessità e da 30.000 a oltre 100.000 € se è complessa. Sono prezzi di mercato in Italia nel 2026, IVA esclusa.

A questi si aggiungono i costi che arrivano dopo il lancio: account sugli store (App Store e Google Play), server e manutenzione, che da sola vale circa il 15–20% del costo iniziale ogni anno.

Qui sotto trovi esempi concreti, le voci che spostano il prezzo, i costi che spesso nessuno ti dice e come leggere un preventivo anche se non sei un tecnico.

Quanto costa creare un'app: la tabella dei prezzi

Per capire quanto costa fare un'app, o sviluppare un'applicazione su misura, conviene partire da cosa deve fare, non da quante schermate ha. Ecco tre fasce con esempi tipici per piccole aziende e attività locali.

La prima fascia comprende anche gli MVP (Minimum Viable Product): la prima versione dell'app, con le sole funzioni indispensabili, da migliorare dopo aver visto come la usano i clienti.

Tipo di app Cosa fa di solito Esempi Prezzo indicativo
Semplice o MVP Poche schermate, contenuti aggiornabili da un pannello, notifiche. Niente pagamenti o collegamenti complessi. Tessera fedeltà per un bar; app per gli ospiti di un hotel con servizi e contatti; catalogo prodotti di un'azienda 5.000–15.000 €
Media complessità Registrazione e area personale, prenotazioni o ordini, pagamenti online, pannello di gestione, uno o due collegamenti con altri software. Prenotazioni per un centro estetico o una palestra; ordini da asporto per una pizzeria; app per i tecnici di un'impresa con foto, firma e rapportino 15.000–30.000 €
Complessa Più tipi di utenti, funzioni in tempo reale, molte integrazioni, intelligenza artificiale, requisiti di sicurezza alti. Consegne a domicilio con app cliente, app rider e pannello per il locale; marketplace tra clienti e professionisti; app con riconoscimento di immagini o modelli 3D 30.000–100.000 € e oltre

Perché online trovi cifre da 1.000 € e da 200.000 €? Perché con «app» si intendono cose molto diverse: un prototipo fatto con un costruttore di app, oppure un prodotto con server, pagamenti, test e manutenzione. Prima di confrontare due prezzi, controlla che descrivano la stessa app.

Da cosa dipende il prezzo di un'app

I costi per creare un'app sono, in sostanza, ore di lavoro. Ogni funzione richiede progettazione, sviluppo e test, e alcune si portano dietro molti casi particolari da gestire. Ecco le voci che spostano di più il preventivo.

Le funzioni

È la voce principale. Una prenotazione sembra semplice finché non arrivano le disdette, gli operatori in ferie e i doppi appuntamenti. Questa tabella ti dà un'idea del peso relativo delle funzioni più richieste.

Funzione Peso sul costo Perché
Pagine informative, menu, contatti Basso Contenuti da mostrare, poca logica
Registrazione e accesso Basso–medio Esistono servizi collaudati, ma vanno gestiti recupero password e privacy
Notifiche push (messaggi che arrivano anche ad app chiusa) Basso–medio Semplici se uguali per tutti, più lavoro se personalizzate
Prenotazioni e calendario Medio Disponibilità, disdette, promemoria
Pagamenti online Medio Sicurezza, ricevute, rimborsi, regole degli store
Mappe e posizione Medio Sale se serve seguire qualcuno in tempo reale, come un rider
Chat in tempo reale Medio–alto Messaggi istantanei, notifiche, moderazione
Collegamento con gestionale, cassa o channel manager Medio–alto Dipende da quanto è aperto e documentato il sistema da collegare
Intelligenza artificiale Medio–alto Costo di sviluppo più un costo d'uso a ogni richiesta
Lavoro offline con sincronizzazione Alto I dati vanno riallineati senza perdere niente

Le piattaforme

Puoi uscire solo su iPhone (iOS), solo su Android o su entrambi, e a volte serve anche una versione per tablet o per il computer. Ogni piattaforma in più significa più test e più casi da gestire. Con lo sviluppo cross-platform, che vediamo tra poco, il sovrapprezzo per avere sia iOS sia Android si riduce molto.

Il design

Un'interfaccia costruita con componenti standard costa meno di una disegnata da zero, con animazioni su misura. Un buon compromesso è il prototipo cliccabile: lo provi sul telefono prima che si scriva il codice, quando cambiare idea costa poco.

Il backend e il pannello di gestione

Il backend è la parte che non vedi: server, database e regole che gestiscono utenti, ordini e prenotazioni. Quasi sempre serve anche un pannello di gestione, da browser, dove tu o il tuo staff aggiornate i contenuti, vedete gli ordini e rispondete ai clienti.

Sono voci che nei preventivi vengono spesso sottovalutate, ma possono pesare quanto l'app che si vede sul telefono.

Le integrazioni

Collegare l'app ai sistemi che usi già, come gestionale, cassa, channel manager dell'hotel, fatturazione elettronica o corrieri, evita il doppio lavoro. Ogni collegamento però richiede analisi e test.

Molto dipende dal sistema da collegare. Se ha delle API, cioè le «porte» che permettono a due software di scambiarsi dati, il lavoro è prevedibile. Se non le ha, il collegamento può diventare il pezzo più caro del progetto.

Qualità, sicurezza e privacy

Test su più telefoni, gestione degli errori, protezione dei dati personali secondo il GDPR, backup. Sono le voci che chi vuole sembrare economico taglia per prime, e che poi si pagano con recensioni negative e correzioni urgenti.

App nativa o cross-platform: quanto cambia il costo

Un'app nativa è scritta nel linguaggio ufficiale di ciascun sistema: Swift per iPhone, Kotlin per Android. Per essere su entrambi servono due app distinte, da sviluppare, testare e aggiornare due volte.

Un'app cross-platform (multipiattaforma) nasce invece da un solo codice che diventa un'app per iOS e una per Android. Gli strumenti più usati sono Flutter, di Google, e React Native, di Meta.

Ecco cosa cambia sul prezzo:

  • Sviluppo: gran parte del lavoro si fa una volta sola invece di due. Non è «metà prezzo», perché design, backend e pubblicazione restano, ma la differenza sul totale è concreta.
  • Manutenzione: ogni correzione e ogni nuova funzione si sviluppa una volta per entrambe le piattaforme. Negli anni è qui che il risparmio si sente di più.
  • Tempi: le due versioni escono insieme, senza che una resti indietro.

Il nativo ha ancora senso in casi precisi: app che sfruttano a fondo l'hardware (realtà aumentata avanzata, Bluetooth con dispositivi particolari, video elaborato in tempo reale), integrazioni profonde con il sistema operativo come i widget, oppure app pensate per una sola piattaforma. Per la maggior parte delle app aziendali (prenotazioni, ordini, aree clienti, cataloghi) il cross-platform è la scelta più conveniente.

Se vuoi capire bene la differenza tra app native, cross-platform, ibride, web app e PWA, trovi tutto nella guida alle applicazioni mobile: cosa sono, tipi ed esempi.

Freelance, software house, offshore o no-code: cosa cambia

Lo stesso progetto può costare cifre diverse a seconda di chi lo realizza. Più della tariffa, però, conta il rischio che ti prendi.

Chi Quando ha senso Rischi da considerare Cosa chiedere
Freelance Progetti piccoli e ben definiti, o per affiancare chi già lavora sull'app Se la persona si ferma, si ferma il progetto; difficile coprire da soli design, app, backend e test App simili già pubblicate, chi subentra in caso di assenza, dove resta il codice
Software house o agenzia App con backend, pagamenti, integrazioni e manutenzione negli anni Prezzo più alto di un freelance; qualità molto diversa da un fornitore all'altro Chi lavora davvero al progetto, come gestisce le modifiche, cosa include l'assistenza dopo il lancio
Team offshore (all'estero, di solito con tariffe più basse) Aziende con un referente tecnico interno che segue il lavoro Fuso orario, lingua, controllo della qualità: il risparmio sparisce se il lavoro va rifatto Referenze verificabili, contratto, proprietà del codice, chi fa da tramite
No-code e generatori di app con AI Prototipi da mostrare, app vetrina, test veloce di un'idea Funzioni limitate, abbonamento che non finisce mai, app legata alla piattaforma, codice che nessuno ha controllato Cosa succede se smetti di pagare, se puoi esportare dati e codice, cosa non si può fare

Le piattaforme no-code permettono di costruire un'app con blocchi già pronti, senza scrivere codice; i generatori con intelligenza artificiale la creano partendo da una descrizione. Per un prototipo vanno bene. Per un'app con clienti veri, dati personali e pagamenti serve qualcuno che legga, controlli e mantenga il codice.

Per confrontare offerte di fornitori diversi, chiedi a tutti l'elenco delle funzioni incluse e la stima in giornate di lavoro, non solo il totale. Per valutare chi hai davanti, c'è una guida su cos'è una software house e come sceglierla.

Costi nascosti e ricorrenti: store, server e manutenzione

Il preventivo di sviluppo non è il costo totale dell'app. Quando fai il budget, metti in conto anche queste voci.

Voce Quanto costa (indicativo) Ogni quanto
Apple Developer Program, per pubblicare su App Store 99 $, in Italia 99 € Ogni anno
Account sviluppatore Google Play 25 $ Una volta sola
Server, database e hosting (backend) Da poche decine a qualche centinaio di euro, in base agli utenti Ogni mese
Servizi esterni a consumo: mappe, SMS, email, intelligenza artificiale In base all'uso Ogni mese
Commissioni sui pagamenti Una percentuale su ogni incasso A ogni transazione
Manutenzione 15–20% del costo iniziale Ogni anno

Le cifre degli store vengono dalle pagine ufficiali: Apple indica una quota annuale di 99 $, mostrata in valuta locale al momento dell'iscrizione; Google chiede una registrazione una tantum di 25 $.

Attenzione alle commissioni degli store. Apple e Google trattengono una percentuale solo sulle vendite digitali, come app a pagamento, abbonamenti o funzioni premium, e le condizioni cambiano in base al prodotto, al volume e al Paese: verificale prima di fare i conti. Se invece vendi beni o servizi fisici (cibo da asporto, camere, trattamenti, prodotti), i pagamenti passano da un normale circuito, come in un e-commerce: lo prevedono anche le norme di Google Play sui pagamenti.

La manutenzione non è un optional. Ogni anno escono nuove versioni di iOS e Android, i componenti usati dall'app vanno aggiornati e gli store chiedono di adeguarsi ai nuovi requisiti: un'app lasciata ferma per un paio d'anni rischia di non funzionare bene o di non poter più essere aggiornata. Per un'app da 20.000 € conta circa 3.000–4.000 € l'anno. Tipi di intervento e costi sono spiegati nella guida alla manutenzione del software.

Infine ci sono le voci che non sono sviluppo ma servono: testi e foto, privacy policy e condizioni d'uso, e un budget per far conoscere l'app.

Quanto tempo ci vuole per creare un'app

I tempi seguono la complessità. Contando dal via libera alla pubblicazione sugli store, in modo indicativo:

  • app semplice o MVP: 1–3 mesi;
  • app di media complessità: 3–6 mesi;
  • app complessa: 6 mesi e oltre, spesso con uscite per fasi.

Cosa allunga i tempi più spesso: testi, foto e listini che arrivano in ritardo, decisioni rimandate, cambi di idea a sviluppo avviato, collegamenti con sistemi poco documentati.

Anche la revisione degli store va messa in conto. Apple e Google controllano ogni app prima di pubblicarla e, se qualcosa non rispetta le regole, bisogna correggere e ripresentarla.

Come risparmiare senza fare danni

  1. Parti da un MVP. Scegli le poche funzioni senza cui l'app non ha senso e rimanda il resto a quando avrai dati veri sull'uso.
  2. Scegli il cross-platform quando puoi: un solo codice per iPhone e Android, oggi e negli aggiornamenti futuri.
  3. Una piattaforma per volta, se ha senso. Se l'app è nativa, o se i tuoi utenti usano quasi tutti lo stesso sistema, puoi partire da uno e aggiungere l'altro dopo.
  4. Prototipo prima del codice. Correggere un disegno costa poco, correggere un'app già sviluppata costa molto.
  5. Servizi già pronti per le parti comuni. Accesso, pagamenti, notifiche e mappe esistono come servizi collaudati: meglio usarli che rifarli da zero.
  6. Valuta una web app. Se non ti servono store, notifiche avanzate o funzioni del telefono, una web app si usa dal browser e, a parità di funzioni, costa come un'app ma senza le spese degli store.
  7. Prepara bene la richiesta. Un documento chiaro con obiettivi, utenti e funzioni riduce le stime a sensazione e le sorprese. Come scriverlo lo spiega la guida al capitolato tecnico.

Cosa non tagliare: test, sicurezza e manutenzione. Sono risparmi solo in apparenza: quello che non si fa prima si paga dopo, quando correggere costa di più.

Come leggere un preventivo per un'app

Un buon preventivo non è un numero: è la descrizione scritta di cosa riceverai, entro quando e a quali condizioni. Ecco cosa controllare.

Cosa deve contenere

  • L'elenco delle funzioni, una per una, e le piattaforme: iOS, Android, pannello web.
  • Cosa è escluso: contenuti, integrazioni, servizi esterni, costi degli store.
  • Le fasi, con le date di consegna e cosa potrai vedere e provare a ogni fase.
  • Test e pubblicazione sugli store.
  • Di chi sono il codice, i dati e gli account degli store: devono essere intestati a te.
  • Cosa succede dopo il lancio: assistenza, manutenzione e relativi costi.
  • Come si gestiscono le modifiche chieste durante il lavoro.
  • Pagamenti legati alle consegne, non tutto in anticipo.

Prezzo a corpo o a consumo?

A corpo significa prezzo fisso per un perimetro definito: rassicurante, ma ogni cambiamento va rinegoziato. A consumo, o «tempo e materiali», paghi le ore effettivamente lavorate: più flessibile, ma servono fiducia e un controllo costante delle ore.

Per una piccola azienda di solito funziona meglio il prezzo a corpo per fasi: un perimetro chiaro per la prima versione, poi si decide il resto in base ai risultati.

I campanelli d'allarme

  • Un totale senza elenco delle funzioni né esclusioni scritte.
  • Un prezzo molto più basso degli altri: spesso mancano voci che salteranno fuori dopo.
  • Un numero preciso dopo una telefonata di dieci minuti, senza domande sul tuo lavoro.
  • La richiesta di pagare tutto, o quasi, prima di vedere qualcosa.
  • Account degli store o codice intestati al fornitore.
  • Promesse di modifiche «illimitate» senza un perimetro.

In Matech Studio, per le app e i software su misura, il preventivo lo porta una persona, con perimetro, voci e data di consegna scritte: quello che leggi è quello che firmi.

Esempio di stima: un'app di prenotazione per un centro estetico

Per vedere come si arriva a un numero, ecco una stima ragionata. È un esempio ipotetico, con prezzi indicativi di mercato: non è un preventivo di Matech Studio.

Il progetto. Un centro estetico vuole che le clienti prenotino i trattamenti dal telefono, ricevano un promemoria e paghino un acconto, per ridurre le disdette. Lo staff gestisce agenda e operatrici da un pannello web. L'app è per iPhone e Android, sviluppata in Flutter.

Voce Stima indicativa
Analisi e prototipo cliccabile 1.500–2.500 €
Design delle schermate 2.000–3.000 €
App iOS e Android: registrazione, trattamenti, prenotazione, storico, promemoria 7.000–9.000 €
Pannello web per lo staff: agenda, operatrici, trattamenti, clienti 3.500–5.000 €
Pagamento dell'acconto online 1.500–2.500 €
Test su più dispositivi e pubblicazione sugli store 1.500–2.000 €
Totale 17.000–24.000 €

Il totale rientra nella fascia media. Nota una cosa: più di metà del budget non va nello sviluppo dell'app che si vede sul telefono, ma in progettazione, pannello, pagamenti e test.

La versione MVP. Con componenti grafici standard, senza pagamento online e con un pannello ridotto all'agenda, la stessa idea può scendere verso 10.000–14.000 €. Si pubblica prima, e l'acconto si aggiunge quando le prenotazioni dall'app sono partite.

Dopo il lancio. 99 € l'anno per Apple, 25 $ una tantum per Google, poche decine di euro al mese di server con i primi utenti, le commissioni del circuito di pagamento sugli acconti e una manutenzione di circa 3.000–4.000 € l'anno, cioè il 15–20% di 20.000 €. Tempi indicativi per la versione completa: 3–4 mesi.

Un caso reale: Cucinalo, app in Flutter per iOS e Android

Cucinalo è un nostro progetto, fatto da zero: idea, design, app, sito, backend e contenuti. È un'app per iPhone e Android sviluppata in Flutter, con backend Firebase, la piattaforma cloud di Google per dati, utenti e notifiche. La usano oltre 50.000 persone, con una valutazione di 4,6 su Google Play e App Store.

Inquadri il frigo con la fotocamera e l'app, grazie all'intelligenza artificiale, propone ricette con quello che c'è. Dentro ogni ricetta c'è uno «chef virtuale» a cui fare domande, e dosi e tempi si ricalcolano sul numero di porzioni.

Cosa insegna sul fronte dei costi:

  • Un solo codice per due store: con Flutter le versioni iOS e Android escono e si aggiornano insieme.
  • Cross-platform non vuol dire funzioni limitate: fotocamera e intelligenza artificiale funzionano senza bisogno di due app native.
  • L'app da sola non basta: sul sito cucinalo.com le ricette sono pagine indicizzate su Google, che portano nuovi utenti verso l'app.

Domande frequenti

Quanto costa creare un'app semplice?

Un'app semplice, con poche schermate, contenuti aggiornabili e notifiche, costa indicativamente 5.000–15.000 € IVA esclusa. Se aggiungi registrazione, prenotazioni o pagamenti si sale verso la fascia media, 15.000–30.000 €.

Quanto costa pubblicare un'app su App Store e Google Play?

Per l'App Store serve l'Apple Developer Program: 99 $ l'anno, in Italia 99 €. Per Google Play si paga una registrazione una tantum di 25 $. A questo si aggiunge il lavoro di preparazione: schede dello store, immagini, informazioni sulla privacy e gestione della revisione.

Quanto costa mantenere un'app?

Come regola pratica, la manutenzione vale il 15–20% del costo iniziale ogni anno: aggiornamenti per le nuove versioni di iOS e Android, correzioni e piccoli miglioramenti. A questo si sommano server e servizi esterni, da poche decine a qualche centinaio di euro al mese in base all'uso, e il rinnovo dell'account Apple.

Si può creare un'app gratis o con poche centinaia di euro?

Con le piattaforme no-code o con i generatori di app basati sull'intelligenza artificiale puoi costruire un prototipo spendendo poco, di solito con un abbonamento mensile. Va bene per mostrare un'idea o testarla. Per un'app che gestisce clienti, dati personali e pagamenti servono progettazione, test e qualcuno che risponda del codice: lì valgono le fasce viste sopra.

Conviene fare l'app solo per Android o solo per iPhone?

Con lo sviluppo nativo, partire da una piattaforma riduce il primo investimento. Con il cross-platform, invece, la seconda piattaforma costa relativamente poco, quindi di solito conviene uscire su entrambe. Fa eccezione il caso in cui gli utenti usano tutti lo stesso sistema, come un'app interna per tablet aziendali tutti uguali.

Quanto costa un'app con intelligenza artificiale?

Dipende da cosa fa l'AI. Collegare un modello esistente, per esempio per riconoscere oggetti in una foto o rispondere a domande, è un modulo in più nel preventivo, non un progetto a parte. In più ci sono i costi d'uso, che crescono con il numero di richieste: vanno stimati prima, insieme a quelli del server.

In sintesi

Creare un'app costa indicativamente 5.000–15.000 € se è semplice, 15.000–30.000 € se è di media complessità e oltre 30.000 € se è complessa, più circa il 15–20% l'anno di manutenzione. Il prezzo lo fanno funzioni, backend e integrazioni, non il numero di schermate.

Per spendere bene parti da un MVP, scegli il cross-platform quando puoi e pretendi un preventivo che elenchi funzioni, esclusioni e date. Se vuoi un primo numero sul tuo progetto, prova la Stima in 2 minuti: scrivi due righe su cosa ti serve e ricevi subito un range di prezzo, senza lasciare l'email.